Itinerari in cammino tra natura e cultura
Piemonte
Oggi voglio portarvi con me in quell’angolo di paradiso che il Lago di Malciaussia. Da tempo sognavo di esplorare questa valle di cui avevo sentito tanto parlare, e finalmente, in un rovente fine settimana di luglio, l’occasione perfetta se è presentata.
Siamo nel cuore della Valle di Viù, nel suo punto più remoto, dove la strada non prosegue oltre ma si ferma all’improvviso, quasi a tuffarsi nelle acque cristalline del lago. Arrivare qui è un’emozione: la vista si apre all’improvviso e regala un colpo d’occhio che lascia senza fiato. È il luogo ideale per staccare dalla routine e immergersi nella bellezza autentica della natura.
La Valle di Viù è una delle tre affascinanti Valli di Lanzo, incastonate tra le Alpi Graie. A nord confinano con la selvaggia Valle Orco, mentre a sud si aprono verso la Val di Susa. Le tre valli – Val Grande, Val d’Ala e Valle di Viù – sono percorse da tre torrenti, tutti chiamati Stura, che si uniscono dando vita alla Stura di Lanzo. Il loro nome deriva dalla storica cittadina di Lanzo Torinese, adagiata ai piedi della valle, porta d’accesso a questo straordinario territorio.
La Valle di Viù, la più meridionale delle tre Valli di Lanzo, custodisce tesori di rara bellezza: borghi di montagna dal fascino autentico, come Viù e Usseglio, e paesaggi che sembrano sospesi nel tempo.
Proseguendo oltre Margone, la strada si snoda fino a raggiungere la frazione di Malciaussia, dove negli anni ’30 fu costruita la diga che diede origine allo splendido lago.
A oltre 1.800 metri di altitudine, questo angolo di pace è oggi un richiamo irresistibile per motociclisti, escursionisti e amanti della montagna. Qui, la natura si rivela in tutta la sua maestosità, offrendo una rete di sentieri che attendono solo di essere percorsi.
Malciaussia
Da sapere
Il tratto di strada che da Margone porta al Lago di Malciaussia viene chiuso dall’autunno alla primavera, più o meno da metà ottobre a metà giugno. La strada infatti non viene ripulita dalla neve e percorrerla piò risultare davvero molto pericoloso.
Nel periodo estivo, per usufruire della strada, è previsto il pagamento di un pedaggio di 7 euro. Si può percorre invece gratuitamente se si alloggia o si mangia al rifugio Vulpot.
Arrivati al Lago di Malciaussia, la prima cosa che cattura l’attenzione è il Rifugio Vulpot, con tutti i suoi tavolini fronte lago e la distesa di motociclette parcheggiate nelle sue vicinanze. Questa struttura, edificata negli anni ’30, ospita un accogliente bar-ristorante e moltissime stanze per poter pernottare.
Durante il mio breve soggiorno, ho avuto il piacere di dormire proprio qui, in una stanza singola semplice ma sorprendentemente comoda. In effetti, a differenza dei classici rifugi di alta montagna, il Vulpot mette a disposizione tante diverse tipologie di camere, che possono rispondere alle diverse esigenze dei viaggiatori. I bagni sono ovviamente in comune ma ce ne sono diversi su ogni piano, grandi e ben attrezzati. Chi pernotta può scegliere il servizio della mezza pensione, con una cena e una colazione che non deludono: il cibo è ottimo e le porzioni decisamente abbondanti.
A pochi metri dal rifugio è presente un ampio parcheggio in grado di accogliere senza problemi tutti gli avventurieri della giornata.
Vicino alla struttura, c’è anche una zona dedicata al campeggio libero; non so dirvi se sia consentito o meno, ma chi fosse interessato più chiedere qualche informazione al rifugio.
Il Rifugio Vulpot
A Malciaussia, se la vostra passione è l’escursionismo, avrete solo l’imbarazzo della scelta. La rete di sentieri è vasta e ben segnalata, con percorsi che si adattano a tutti i livelli di allenamento. Potrete affrontare escursioni più lunghe e impegnative, come l’anello che conduce al Rifugio Tazzetti o l’ascesa al Monte Lera, oppure esplorare l’anello che porta alla Croce di Ferro. In inverno, la strada asfaltata che collega Margone al Lago di Malciaussia, chiusa al traffico, diventa il perfetto sentiero da affrontare con le ciaspole.
Nel mio caso, ho optato per due escursioni non troppo impegnative ma altrettanto affascinanti: l’anello del Lago Nero e l’antico percorso della Decauville, che regalano bellissimi panorami e un suggestivo contatto con la storia di questa valle.
DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE
Arrivata a Malciaussia mi sono messa subito in cammino ed ho scelto questo percorso non troppo lungo ne troppo faticoso. Nella sua semplicità questo anello offre numerose belle soprese ed è un sentiero estremamente panoramico, sia sul Lago di Malciaussia, sia sulla Valle di Viù. Il percorso fino al Lago Nero è ben segnalato, con numerosi cartelli segnalatori.
Si inizia il percorso allontanandosi dal Rifugio Vulpot, in direzione ovest. Da subito incontrerete sulla vostra destra una coloratissima e originalissima casa di proprietà di un artigiano del legno, che produce ed espone le sue opere proprio li, sulla riva del lago. Buttateci un occhio e magari portatevi a casa un originale e autentico souvenir che vi ricorderà Malciaussia.
Casa dell’artigiano del legno
Proseguite ancora un po’ fino ad incontrare il torrente immissario del lago, che dovrete attraversare per mezzo di un ponte. Durante questo tragitto guardate bene davanti a voi, appena sulla sinistra, e godete dell’inconfondibile sagoma del Rocciamelone che svetta e fa da splendido sfondo di questa meravigliosa conca alpina.
Torrente
Ora siete all’attacco del sentiero. Iniziate a salire sulla sinistra, dove avrete una visuale privilegiata sul Lago di Malciaussia, che vi regalerà il bellissimo spettacolo delle sue acque azzurrissime.
Panoramica del Lago di Malciaussia
Continuando a salire perderete la vista sul Lago di Malciaussia e inizierete ad attraversare zone di pascolo e piccoli torrenti, abitualmente frequentati da greggi di mucche, assolutamente innocue…non preoccupatevi!
Dopo una breve e morbida salita, girando lo sguardo verso destra, scorgerete il Lago Nero, un piccolo bacino dalle acque verde scuro, dove le greggi vanno a rinfrescarsi durate le torride giornate estive.
Lago Nero
Vi consiglio di restare un po’ sulle rive del lago e godervi i suoni della montagna e la brezza che vi accarezza dolcemente…vi trovate in un bellissimo angolo di mondo, godetevelo!
Da qui, tornate indietro risalendo la sponda nord del lago e proseguite il sentiero per poi chiudere l’anello e fare ritorno al rifugio Vulpot.
DATI TECNICI DELL’ESCURSIONE
Per la seconda escursione scelgo un grande classico assai affascinante: l’antico percorso della Decauville. Camminerete sul vecchio tracciato della linea ferroviaria che serviva la valle per i lavori di costruzione della diga di Malciaussia.
Questo anello normalmente viene percorso partendo da Margone per arrivare al Lago di Malciaussia; io ero già al rifugio Vulpot, perciò ho fatto un anello percorrendo prima la GTA verso Margone, per risalire poi sul percorso Decauville, verso Malciaussia.
Vi consiglio questo percorso perché estremamente ricco sia dal punto di vista paesaggistico, sia dal punto di vista storico. Non è particolarmente impegnativo, ma mi sento di segnalare che gran parte del sentiero Decauville è piuttosto esposto e potrebbe mettere a dura prova chi soffre un di vertigini. Inoltre, lungo il percorso, bisogna attraversare 150 metri di un’antica galleria, dove vi troverete completamente al buio, potendo contare sull’aiuto della semplice luce della torcia frontale.
Partendo dal rifugio Vulpot risalite verso la diga: l’attacco del sentiero si trova poco oltre la diga, alla vostra destra. Vi ritroverete a scendere fino a raggiungere il letto del torrente Stura; attraversatelo e poi proseguite il sentiero lungo la destra orografica del fiume.
Vista su Rocciamelone
Laghetto Falin Mojiss
Percorrerete il lungo tratto pianeggiante del Pian Andè, accompagnati dal suono delle acque del torrente. Poi risalirete un tratto di percorso piuttosto ripido ma abbastanza breve; arrivati in cima, voltatevi indietro e avrete una spettacolare vista sul Rocciamelone. Dopodiché scenderete di nuovo e attraverserete un secondo tratto pianeggiante, dove vi imbatterete nel piccolo laghetto Falin Mojiss.
Proseguendo arriverete all’antica frazione del Vajet, di cui oramai restano solo pochi resti. Qui, un tempo, le famiglie si dedicavano alla pastorizia, alla produzione casearia e alla coltivazione della segale e della patata. La vita era dura e allo stesso tempo semplice: luce data dalle candele, acqua presa alla fonte…potete fermarvi a leggere la storia della famiglia Perino, che ha abitato questo piccolo villaggio fino al 1958.
Andando ancora avanti arriverete a Margone, scorati dalle acque dello Stura, che vedrete crescere mano mano che ci si avvicina al paese.
Il Vajet
Arrivo a Margone
Fate un piccolo tour di Margone e poi cercate questo cartello: seguite le indicazioni per Decauville, Lago di Malciaussia. Il dislivello del percorso di rientro verso Malciaussia lo affronterete praticamente tutto adesso, attraversando un bel bosco di conifere.
Per il resto il sentiero procede in piano, lungo i vecchi binari della ferrovia, che correvano a strapiombo sul versante della montagna.
Proseguendo incontrerete due punti molto interessanti. Il primo è la Cascata del Rio Bellacomba, dove la forza delle acque ha levigato la roccia rendendo i balzi estremamente lisci. Dovrete guadare le acque della cascata; fate molta attenzione se lo fate in primavera o estate, con la piena delle acque, poiché il guado è piuttosto lungo e alla vostra sinistra avrete il balzo della cascata, perciò potrebbe crearvi qualche momento di panico.
Punto attacco Ex Decauville
Cascata Rio Bellacomba
Galleria Ex Decauville
L’altro punto interessante è la galleria Ex Decauville: 150 metri di buio assoluto in cui dovrete fare molta attenzione a dove mettete i piedi.
Camminerete su pietre e in pozze di acqua, aiutati solo dalla luce della torcia frontale. Lo sconsiglio per chi soffre di claustrofobia.
Una volta usciti dalla galleria sarete quasi arrivati al Lago di Malciaussia, vi manca solo di affrontare un piccolissimo tratto di ferrata in discesa e poi raggiungerete la strada asfaltata che vi riporterà fino al rifugio Vulpot per chiudere il vostro anello.